Le Interviste

Luca Giuseppe Luchetta

Data Intervista

16 Luglio 2021

Luogo Intervista

Vallada Agordina (BL)

Video

Dimitri Feltrin

Audio

Marta Lorenzi

Ricercatore

Francesca Gallo

Luca Luchetta

Minutaggi dell'Intervista

0.00 Luca nasce nel 1963 a Vallada, paese contadino, prevalente mondo agricolo, importanza dell'emigrazione. Anni '50 forte emigrazione verso il Benelux, soprattutto verso il Lussemburgo. Paese che segue i ritmi naturali, relativamente chiuso su se stesso date le poche comunicazioni con l'esterno, andare a Belluno era qualcosa che si programmava con largo anticipo. Allontanarsi dalla valle era visto come un'evento epocale. Nel paese c'era concordia, non c'era povertà ma lo stretto necessario e solo qualche negozio alimentari. Ci si scorda il modo di vivere di quegli anni. Nostalgia di quei tempi.
3.23 Essere bambini negli anni '60 in vallata. Quali erano gli svaghi e i giochi. C'erano le bande. In estate e in primavera la vita si conduceva all'aperto, l'inverno era molto più difficile. I bambini giocavano prevalentemente a pallone, era il mito di tutti. La difficoltà era nel fatto che a Vallada non vi sono spazi piani nel paese, poichè è situata su un pendio che degrada verso la valle. L'unico campo di calcio si trovava in cima dove finisce il pendio e inizia la montagna. Altrimenti si giocava nel piazzale della chiesa di Sacchet, unico spazio piano. Vallada non ha piazze né vie, è un paese tipico. I giochi si facevano all'esterno, non c'erano giochi di società e nemmeno quelli elettronici. Si facevano i giochi della cultura tradizionale veneta. Era un mondo semplice, con poche regole che tutti tendevano a rispettare. Non c'erano sfarzi né lussi e non vi era una gran differenza di classe economica tra gli abitanti.
6.24 Cosa sognavano di fare i ragazzini negli anni '70? Il mondo era diviso in quello che c'era lì e quello che veniva rappresentato da fuori di lì. I Topolini avevano degli inserti in cui parlavano di varie cose, per esempio eventi sportivi che dai ragazzini del paese erano visti come cose che accadevano in un altro mondo. Separazione tra mondo chiuso nello spazio ma bello/agibile, e il mondo esterno. C'erano le prime televisioni nei bar, e le famiglia andavano a vedere lì Rischiatutto. Secondo Luca non c'era nessuna aspirazione particolare, la scuola veniva vista come occasione di andare fuori: le elementari erano a Vallada, le scuole medie a Canale e Falcade, poi a Cecenighe. La scuola superiore era presente ad Agordo, e il liceo a Belluno, ma in questo caso ci si trasferiva nella maggioranza dei casi in collegio, e questa era un'idea che non attirava i ragazzini. Luca ha fatto l'istituto tecnico ad Agordo, anche perchè i suoi genitori altrimenti sarebbero rimasti soli, dato che gli altri 5 fratelli maggiori si erano trasferiti. Per Luca andare ad Agordo era la prima vera occasione per uscire e confrontarsi con il mondo.
9.51 Passione di Luca per la storia locale e per la storia della valle. Avendo vissuto fino alla maturità in paese Luca ha avuto modo di frequentare tanto la gente lì presente, in particolare una sua nonna morta ultracentenaria, nata nel 1884. Lei rappresentava una memoria storica di tutto ciò che era accaduto, e lo racconta a Luca: una testimonianza diretta della storia di un luogo. Anche zii e compaesani contribuiscono al processo. La memoria percorre gli eventi fino a prima della Prima Guerra Mondiale e quindi anche della vita nell'800. Da qui Luca ha sviluppato la curiosità di capire le scelte compiute dalla gente del paese, cercando di capire se fossero dettate dalla necessità o dal desiderio di cambiare.
12.01 Emigrazione di fine '800. Racconto della nonna che aveva visto partire le persone per il Brasile nel 1890. Qualsiasi persona ha storia di emigrazione, rappresentava un fenomeno normale che faceva parte della vita. L'emigrazione avveniva verso tutto il mondo. Negli anni '90 viene in italia dal Brasile una professoressa. Luca racconta la storia di Iria Tancon: nasce in Brasile nel 1950, va a studiare in collegio di suore, negli anni '70 laurea in Brasile nell'ambito della psicopedagogia e vince una borsa di studio per andare a Roma a studiare sindonologia nel 1978. La sera prima di partire saluta il padre che le dice che lei è la prima a tornare in italia, diventando la prima della discendenza a coronare il sogno di rivedere la patria. Il padre le chiede una cortesia: le chiede di trovare un suo cugino, con il quale era rimasto in contatto tramite lettere, e vedere quindi se quel mondo esisteva ancora. Iria, arrivata in Italia, trova lavoro come dattilografa in un istituto religioso. Una suora le chiede di spedire dei libri verso alcuni indirizzi, e Iria scopre che un indirizzo corrispondeva al nome sulle lettere del padre, ovvero a quello del cugino. il cugino in questione era il cardinale di venezia Albino Luciani. Lle suore scrivono quindi al cardinale e il cardinale conferma la storia. Iria va a conoscere il cardinale a Venezia, il quale la manda successivamente a Canale d'Agordo, per conoscere la famiglia. Poco tempo dopo Paolo VI muore e Luciani diventa papa, Iria quindi vive da vicino la vicenda di papa Giovanni Paolo I. Inoltre, da cardinale, Luciani era andato in Brasile per cercare i suoi parenti. Iria torna in brasile nel '78, e dopo 16 anni torna nuovamente in italia dalla famiglia agordina.Lì mentre sfoglia un elenco telefonico Iria si rende conto che i cognomi sono molto simili a quelli in Brasile. Carla Andrich, all'epoca sindaco di Canale d'Agordo e colei che ospitava Iria, approfondisce la questione e scopre che in 15 anni erano emigrate quasi 250 da Vallada e molti altri dai paesi circostanti. Era un'emigrazione emorragica, che fu un trasferimento coatto di persone, una realtà trapiantata da un'altra parte, no più un'emigrazione del singolo. In particolare l'emigrazione coincide con il periodo in cui era parroco Don Antonio de Lucia, fondatore di nomerosi servizi (biblioteca circolante, asilo...) nel paese, che incoraggiò l'emigrazione. esiste una scritto del sindaco di Vallada al Prefetto, che chiedeva motivazioni, nel quale diceva che le persone preferivano andare per oceani che rimanere soffrire l'indigenza e l'incapacità di reagire alla situazione lì. Carla si fa convincere da Iria e va in Brasile nel 1994, toccano con mano la realtà e iniziano a raccontare. La sindaca quindi inizia a scrivere un resoconto sul libretto parrocchiale "Dalla stella polare alla croce del sud". Nel 1995 per avvicendamento amministrativo viene eletto un altro sindaco. Luca diventa vicesindaco e nel 1997 arriva dal Brasile un invito diretto al sindaco di Vallada e al sindaco di San Tommaso per l'inaugurazione di una strada a nome di un vescovo originario di Vallada. Stefano Costa, sindaco di Vallada, declina poichè stava diventando papà e di conseguenza viene coinvolto Luca. Inizialmente dice di no perchè aveva molto da fare, ma Carla Andrich insiste e infine Luca accetta. Partono in 5 persone. Per Luca si trattò di una scoperta epocale: arrivare lì e vedere nella foresta gente che condivide lo stesso cibo la lingua ecc. con la differenza che tutto è più ricco e più grande. Iria fa conoscere a Luca la situazione e lui si convince di far sapere ai giovani che esiste un'altra Italia, un'altra Vallada, fuori da lì. L'emigrazione della vallata cosituisce un'enclave nel nord dello stato di Santa Caterina. Ci sono trentini, tedeschi ma come veneti solamente quella comunità. Luca mangia gnoc con la puina tradizionali veneti nella foresta. Dell'emigrazione se ne erano accorti i Belumat, Secco e Fornasier, che negli anni 80 album "Emigrate", raccontano l'emigrazione in generale e anche quella del Sud America. Le persone in Brasile si comportano come carta assorbente, volenterosi di sapere cose. Per le comunità emigrate Luca e il suo gruppo rappresentavano il fatto che avevano anch'essi hanno 2500 anni di storia, e sono orgogliosi di essere coloni italiani. Questa realtà che ha aperto il cuore a Luca. Nel gruppo whatsapp che condividono parlano di prima e seconda casa. Loro hanno un orgoglio che noi non conosciamo dell'essere italiani, nelle scuole lì in Brasile viene insegnato l'inno d'Italia. Nasce l'idea del gemellaggio. Luca comincia ad organizzare viaggi in Brasile. Viste le differenze nell'estensione del territorio 5 paesi della valle vengono gemellati con un comune in Brasile, nel 2011 il gemellaggio viene ufficializzato. C'è inoltre l'idea di fare qualcosa per la storia degli emigrati che si traduce nella costruzione di una chiesetta, copia della chiesa di San simon, affrescata da Franco Murer, e adornata con oggetti originari della vallata. Anche gli alpini lavorano alla costruzione della chiesa. Favero presidente nazionale Alpini è presente all'inaugurazione. Esiste un rapporto fortissimo e diretto con il Brasile. Ogni due anni viene organizzato un corso di italiano intensivo per i brasiliani lì in valle, e il titolo è riconosciuto dal Ministero italiano dell pibblica istruzione. Il rapporto va avanti, tra loro comunicano in dialetto italiano e, di meno, in portoghese. Loro hanno diritto alla cittadinanza italiana, che però hanno provocato dei problemi nelle votazioni (quorum).
45.06 Com'è cambiata ad oggi la vallata, come si è evoluta. La globalizzazione è arrivata in vallata, con dei pro e dei contro. Rispetto a 50 anni fa la differenza è grande in termini di opportunità. Offerta e servizi allargati, ma le frazioni alte, la montagna, rimangono difficili da vivere. Equiparazone nei servizi ma costa di più. Il vantaggio è il vivere in un luogo che dà molta libertà. Negli ultimi anni di lock down per le persone della montagna non è cambiato molto, in inverno soprattutto. Valore aggiunto di in un territorio ampio con poca densità di popolazione. La natura è incontaminata, anche se da questo punto di vista la situazione è cambiata abbastanza. Vi è più attenzione ai rifiuti, c'è un'educazione collettiva che si vede poi nella cura dell'ambiente. Involuzione invece dal punto di vista della manutenzione, poichè le persone rimaste sono poche. La manutenzione non si fa più, il bosco arriva dappertutto, il che crea problemi come la presenza degli animali, l'umidità, il senso di oppressione. La tempesta Vaia ha peggiorato la situazione, c'è più bosco a terra che energie per tirarlo su. Non c' più il ritmo del mondo agricolo e i boschi arrivano vicino alle case. Ormai le persone fanno lavori differenti.
51.03 Come Luca ha vissuto la tempesta Vaia, sia come membro della protezione civile che come abitante. L'attenzione era alta già una settimana prima, siti metereologici (Arabba) avevano inteso che arrivava qualcosa di grosso. Luca va ad una riunione in Luxottica per capire se gli stabilimenti erano in sicurezza. inizia a piovere in maniera intensa dal mezzogiorno e le strade cominciano ad essere impraticabili. Come protezione civile erano già tutti avvisati e, riuniti in municipio, stabiliscono di andare a monitorare parti del territorio. Luca verso le 5 del pomeriggio sente al telefono il fratello, che lavora al servizio metereologico. Gli viene comunicato che la tempesta sarà più intensa alle 21 di sera, ma verso mezzanotte migliora. Da quel momento cade la linea telefonica, come la telefonia mobile, successivamente salta anche la corrente elettrica. La mancanza di energia elettrica è quasi un'abitudine in montagna, di conseguenza tutti sanno come comportarsi, ovvero ognuno ha il suo gruppo elettrogeno e sa come organizzarsi. Negli anni l'amministrazione pubblica dell'agordino ha implementato un servizio radio che permette di comunicare con tutti i Comuni e di rimanere in contatto con Agordo che è snodo e collegamento con la prefettura di Belluno. A quel punto si distribuiscono le radio e vanno a monitorare il territorio, muniti di attrezzatura. Verso la sera si alza il vento: in quel momento Luca stava evacuando un paio di famiglie a Mas, frazione bassa. durante l''evacuazione si nasconde dietro un muro di un fabbricato per ripararsi dagli oggetti, lamiere ecc., che venivano scaraventati dalla tempesta. Il monitoraggio è ininterrotto fino alle 2/3 del mattino, stava esondando a Sacchett un corso d'acqua che sarebbe finito in messo al paese e alle case. Al mattino c'erano solo le notizie della radio. Importanza della comunicazione. Episodio: verso le 21 il Comune di Falcade comunica che è caduta una frana verso il torrente Biois, il torrente si sta ingrossando dietro alla frana che ciò provocherà al momento del cedimento un'ondata di piena. La tematica è inoltre parte degli studi di Luca all'Università. Mezz'ora dopo Canale d'Agordo conferma che sotto il ponte di canale sta passando un'onda di piena. Il sindaco di Cencenighe sentita la notizia dà ordine di evacuare la piazza, quando l'onda di piena passa sovrasta il ponte. Questo episodio rappresenta un miracolo dovuto alle radio. Il giorno dopo vengono ripartiti i compiti. Luca voleva andare nel comune di Falcade per chiedere al sindaco di garantire la disponibilità di benzina presso i distributori, vista l'importanza della benzina per i gruppi elettrogeni. Riuscito in questo i giorni successivi il monitoraggio continua. Viene sottolienata l'importanza fondamentale del sistema radio funzionante. Si sono impegnati poi, e Luca lo afferma come ingegnere e parte del Rotary della provincia di belluno (01:02:40), 70 mila euro per potenziare le rete radio. Attraverso questo sistema, la provincia di Belluno è l'unica è in grado di comunicare via radio ma anche di trasferire piccoli pacchetti dati, quindi foto e pdf doc word, che diventano fondamentali in una situazione di emergenza. Riferimento alla Germania. Vaia ha fatto 3 morti, di cui 2 morti da cause dirette. Vaia per Luca è stat un'esperienza di vita enorme, immensa, 5 giorni isolati senza corrente o linea telefonica. Tutto dipendeva dalle radio, e con questa esperienza ci si rende conto che si deve essere radio muniti. Fondamentali sia per la Protezione Civile, che ha frequenze proprie, ma importanti anche anche le frequenze libere che il governo mette a disposizione. Nella maggior parte delle case ora c'è almeno una radiolina in gardo di interfacciarsi con il municipio.

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