Le Interviste

Lino De Pellegrini

Data Intervista

12 Luglio 2021

Luogo Intervista

Falcade (BL)

Video

Dimitri Feltrin

Audio

Marta Lorenzi

Ricercatore

Chiara Sacchet

Lino De Pellegrini

Minutaggi dell'Intervista

0:18 Presentazione di sè, sono nato sulle Dolomiti.
01:12 Intervento Erwin che spiega che da giovane è andato a lavorare sull'Alpe di Siusi.
01:29 Ho lavorato con un'impresa edile che costruiva case non tanto grandi
02:16 Ho cominciato che ne avevo 14/15 ero giovane ma avevo già cominciato a lavorare a casa. Avevamo una stalla con due mucche, a Falcade Alto.
03:08 Sono il primo dei fratelli, che sono 7, dopo c'era una sorella e dopo gli altri.
03:40 Erwin: andava a piedi avanti e indietro all'Alpe di Siusi. Avevo chiesto che mi accompaganessero ma mi davano del matto. L'alpe di Siusi è in provincia di Bolzano.
05:25 Ero andato a scuola a Falcade Alto, non c'erano tanti bambini in classe perché il paese era piccolo, si era massimo in 8/10
06:15 Ho fatto due o tre anni andando avanti e indietro, all'inizio non c'era stipendio, solo mangiare e bere, avevo 13 o 14 anni
07:06 Sono venuto qua, c'era la baita che aveva costruito mio nonno, con un suo amico, ma c'era un fabbricato molto piccolo, non fatto così come ora, ma solo una parete esterna di tavole.
09:00 era una baita semplice, le prime volte che sono venuto sono venuto per due settimane, così, a lavorare e basta e falciare l'erba e così.
10:00 avevo un mulo per trainare un carrettino per portare legna, c'era Barba Tita, lo zio, che aveva la baita e vicino c'era una malga con tante mucche, anche cento
11:28 l'unica cosa che si poteva fare perché venissero i turisti era fare da mangiare, c'era una signora che veniva dall'Inghilterra
13:51 - 14:50 dopo con i turisti abbiamo cominciato a occuparci di loro, andavamo in giro poi facevamo qualche giorno di riposo.
15:05 Mi sono fatto un po' di chilometri, su e giù. All'inizio bisognava partire piano e poi ho fatto anche centinaia di chilometri al giorno.
16:33 Io venivo qui e dopo quando andavo via chiudevo, non era sempre aperto. Venivano conoscenti ma non tanti.
17:24 I primi anni era solo questa stanza qua. Ho fatto tutto con le mie mani e ogni tanto capitava qualcuno che mi dava una mano.
18:26 Il resto del tempo ero a Falcade con mia mamma, mio papà lavorava in latteria a Falcade, sulle Dolomiti, per più di cinquanta anni. E penso saranno pochi che hanno lavorato così tanto come mio papà, perché c'era la latteria del paese e facevano formaggio. Lo portavano in latteria i vari contadini il latte, il papà lo pesava, lo marcava e tutti i giorni si faceva burro e formaggio. Io ho incominciato ad aiutare che ero un bambino e da subito c'era da alzarsi la mattina presto, alle quattro.
21:00 C'era comunqu da mangiare? No da mangiare ce n'era, perché si lavorava, si faceva formaggio e burro. Avevo dieci undici anni quando ho cominciato.
22:18 Qua hanno cominciato a venire tutti i figli che avevano cinque o sei anni.
23:13 Qui d'inverno avevo uno sgombra neve a motore, che aveva davanti una pala spazzaneve perché il passo vengono i mezzi pubblici a pulirla, ma dal passo a qui non c'era nessuno che la puliva.
25:01 E come ha fatto a costruire la strada? Picco e pala, ogni tanto veniva qualcuno ad aiutare, ma (poco). Sono venuti i miei fratelli che a quel tempo avevano 8,10,12 anni. Ho avuto un bel po' di fratelli.
26:26 Erwin: che hai aperto era il 1963, il rifugio come rifugio. Lino: la strada c'era ma era più stretta, prima ho incominciato con una strada di nemmeno due metri, si passava appena appena con una macchina.
27:00 - 29:28 Attaccata alla strada c'è una diga per la corrente elettrica, a Falcade abitavano i miei genitori, in tempo di stagione bisognava andare tutti i giorni per prendere da mangiare e il materiale che occorreva.
30:16 La strada me la sono fatta da sola.
30:30 L'alluvione del '66 quassù non ha fatto niente, ma in un paese appena sopra a Falcade che si chiama Somor, si è staccato un pezzo di terra e si è preso quattro o cinque case, tutti morti. Quella volta avevo cominciato a lavorare all'Alpe di Siusi sulla Val Gardena. Là via dove ero la nostra ditta era in collegamento e si è saputo subito dove ero.
33:00 Qua sopra aveva nevicato un po', ma aveva fatto un disastro non solo qua, ma su tutta la regione: strade, ponti.
33:30 Erwin: ti ricordi la nevicata dell'85? Che avevamo un gruppo di tedeschi, appena arrivati quando abbiamo iniziato a chiudere le strade e loro sono rimasti una settimana isolati, il papà andava su e giù a prendere il pane con gli sci, a questo gruppo di 40 tedeschi. Aveva fatto due e metri e mezzo in tre giorni.
34:41 Qualche volta ne è venuta la neve, metri, di fianco alla strada erano anche tre metri tagliati con la fresa, ne ho fatti di giri.
35:36 E dove l'ha conosciuta sua moglie? All'inizio ha cominciato con poca gente, pochi ospiti, ma poi han cominciato a venire con pullman di 50 persone, ma ci è voluto qualche anno. Le camere le ha costruite il sottoscritto, come tutto.
37:00 Erwin: la mamma veniva qui in vacanza, era tedesca. Lei sa il tedesco? Lino: ho dovuto impararlo, no non a scuola, mi credono ancora ma io dico "Ma dove ha imparato il tedesco?" "A letto con una tedesca".
38:20 è stata tanti anni, no, e dopo ha voluto tornare in Germania e bon.
38:53 D'inverno vengono solo tedeschi.
39:00 Erwin: poi qui è uno dei primi skilift, perché qui adiacente era stato costruito.
39:20 Quando ho cominciato questa era la baita di mio nonno, c'era la stalla sotto per qualche mucca, mi è venuto in mente di costruire lo skilift perché c'era la neve e non c'erano molti impianti. Erwin: l'impianto andava un po' più un su e di fatto ha costruito tre piste.
41:13 Che sapevano bene sciare non c'era nessuno.
41:20 Io ho cominciato a piedi, con pelli di foca non come quelle di adesso, ma con quelle da medioevo.
42:50 Siccome qui si trovavano ancora resti della prima guerra mondiale, che qui è stata proprio combattuta, dal 1915 al 1918 e il fronte dove hanno combattutto e sono morti è proprio qui, di là c'erano i tedeschi e di qua gli italiani.
43:44 Adesso ci sono barattoli schegge, cose buone non ce ne sono più, sui ghiaioni ci sono ancora bombe cariche se qualche volta le facevano rotolare poi immancabilmente qualcuna scoppiava. Per vendere il ferro o svuotarle della polvere a scoppio e adoperarla per fare altre cose.
45:50 Il papà era appena nato dalla prima guerra mondiale, era nato nell'11 e quando hanno incominiciato la guerra era ancora un ragazzo.
46:40 Erwin: poi nel '38/ '39 il nonno era andato in Africa, in Abissinia, poi è andato anche in Macedonia.
46:55 Il mio papà ha cominciato alla fine degli anni '30 in Abissinia, quando l'Italia è andata giù non so a fare cosa, si è fatto qualche anno in Abissinia e dopo si è fatto la guerra mondiale, è stato in Francia e dopo in Germania, anche là se l'è passata che per fortuna è potuto tornare a casa.
48:16 E vi raccontava storie della guerra? Sì le raccontava. Qua è stata per diversi anni la prima guerra mondiale, dal 1915 al 1918, dopo sono rimasti qualche anno là così, fino al 1940 che avevano incominciato a costruire casa.
49:30 No quando sono nato (nel 1940) il papà aveva già fatto guerra in Abissinia, era a casa allora, il papà ha avuto un posto di lavoro nella latteria del paese, ha cominciato a fare formaggio e l'ha fatto per diversi anni, è stato anche fortunato da un lato, perché si è fatto piccoli periodi di guerra, ha dovuto stare a casa e lavorare eccome, giorno e notte, perché a quel tempo c'era tanto latte e tanta gente nel paese che aveva bisogno di formaggio per mangiare, fare formaggio giorno e notte.
51:50 Ne mangiava ma gli era andato anche un po' di traverso perchè aveva lavorato troppo.
52:25 La trattavano bene sull'Alpe di Siusi? Lavorare, lavorare eccome, ero capace di lavorare meglio di certi lunghi di due metri e qualcosa, no? Che però di lavoro (non ne facevano) e io con picco e pala, a scavare per fare case.
53:42 Mi ricordo sempre, spesse volte succedeva che si doveva scavare e ognuno si prendeva un pezzo di terreno, per fare un buco per fondazioni, ed è successo ancora che io in un giorno facessi un buco così e altri grandi e grossi che dovevano fare buchi più grandi del mio ne facevano (uno piccolo).
55:00 Quindi non ha mai avuto paura di far fatica? No no, di fare fatica no. E la rifarebbe ancora se tornasse indietro? Ma come allora no, ma allora
55:40 Ero un ragazzo però avevo capito quale era la situazione in quegli anni ha Chiara: non c'era alternativa.
56:26 Sono sempre stato piccolo, però devo dire che lavoro ne facevo di più di quelli grandi e grossi, certi porco giuda gli avrei dato dei calci.

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